Il ricatto di governo

Schifani, riferendosi alla mozione Giacchetti, ha detto “Sulla legge elettorale esiste un vincolo di maggioranza” al quale bisogna attenersi: “ne va della serenità dell’esecutivo”.

Questo non vuol dire “larghe intese” ma ricatto.

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La disaffezione dalla politica

Le elezioni amministrative del 26-27 maggio sembra restituiscano un Paese diverso da quello uscito dalle urne meno di 90 giorni prima, alle elezioni politiche del 24-25 febbraio. Nelle file della strana maggioranza tanti enormi sorrisi per la debacle del M5S. Ma c’è poco da stare allegri. Ciò che risalta è che 1 elettore su 2 domenica e lunedì non si sono recati al voto. Grillo aveva saputo far appassionare e riavvicinare alla politica tanti giovani, tanti italiani. Grillo aveva intercettato temporaneamente la delusione della gente, la sfiducia nei confronti della classe politica. Gli avvenimenti degli ultimi mesi e, soprattutto, la scelta del M5S di non impegnarsi, di non volersi sporcare le mani, di non voler dar vita ad un vero governo di cambiamento ha fatto cadere nello sconforto molti elettori. Questi, anziché recarsi ai seggi per manifestare il loro dissenso, sono rimasti a casa rassegnati, convinti che nulla mai cambierà perché l’occasione è stata bruciata dalla piccolezza di Grillo e Casaleggio.

Ma non c’è da essere contenti. La partecipazione al voto ed al dibattito politico è sempre positiva. E’ motivo di crescita di un Paese. Quando la cosa politica viene gestita dai soliti noti con i soliti modi il Paese regredisce e la politica diventa un affare per pochi intimi.