Decreto Irpef: non la solita fuffa!

Finalmente si cambia verso. Il premier mantiene le promesse (a tempo di record) e con una significativa  operazione di redistribuzione della ricchezza consentirà a milioni di italiani, alla fascia più in crisi del ceto medio, di ricevere fino a fine anno  80 euro in più in busta paga a chi guadagna fra i 1200 e i 1500 euro netti al mese. Quindi 80 euro al mese in più in busta paga a coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese.  Per incapienti e per partite Iva non si è stato fatto ancora nulla ma, ne sono sicuro, a breve ci saranno misure anche a loro favore. Intanto il decreto Irpef dà respiro a circa a dieci milioni di lavoratori. E non è poco.

Tutti si chiedevano da dove sarebbe arrivata la copertura per questa azione. E qui il decreto diventa davvero interessante. Non si preleva dalle tasche dei “soliti noti”. Ecco la piacevole sorpresa. 1,8 miliardi arrivano dalle banche. Un miliardo arriva dal taglio delle agevolazioni agli imprenditori. Più di due miliardi dai tagli alla spesa pubblica. Non tagli alla Sanità ma tagli alla Difesa, Ridiscusso e ridimensionato il per nulla amato programma sugli F35. Tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici: massimo 240 mila euro annui (massimo 10 volte quello che guadagna un dipendente pubblico). Abolizione dell’elettività delle province. E, ancora,vendita delle auto blu e tagli alla Rai.

Insomma, non la solita fuffa. Finalmente una manovra a favore degli italiani.

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