#somostodosmacacos

Bellissimo il gesto di Dani Alves che domenica, durante Villareal – Barcellona, ha dato un morso alla banana piovuta dagli spalti. Un meraviglioso spot contro il razzismo che ha reso ridicoli in un solo gesto tutti i razzisti del mondo.

Nel frattempo la NBA ha bandito a vita il magnate 80enne dei LA Clippers, costringendolo a vendere la squadra, per i suoi commenti razzisti.

#showracismtheredcard

Un altro mondo è possibile.

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Buone nuove dalla Camera: approvato il decreto lavoro

Il decreto lavoro è stato approvato alla Camera e ora passa al Senato per essere convertito in legge. Contiene molte novità interessanti: semplificato l’apprendistato ed il DURC (smaterializzato), dà più flessibilità (il decreto estende da 1 a 3 anni la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato senza causale, ovvero senza ragione dell’assunzione) ma, contestualmente, dà più tutele: molto positiva è la norma che impone ai datori di lavoro di non avvalersi di  lavoratori `a termine´ in misura superiore al 20% degli assunti a tempo indeterminato (1 per le imprese fino a 5 dipendenti). In base al decreto se si supera il limite del 20% i contratti in eccesso si considerano a tempo indeterminato.

Mentre gli altri chiacchierano il Governo va avanti come un rullo compressore. L’Italia ha cambiato verso.

Decreto Irpef: non la solita fuffa!

Finalmente si cambia verso. Il premier mantiene le promesse (a tempo di record) e con una significativa  operazione di redistribuzione della ricchezza consentirà a milioni di italiani, alla fascia più in crisi del ceto medio, di ricevere fino a fine anno  80 euro in più in busta paga a chi guadagna fra i 1200 e i 1500 euro netti al mese. Quindi 80 euro al mese in più in busta paga a coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese.  Per incapienti e per partite Iva non si è stato fatto ancora nulla ma, ne sono sicuro, a breve ci saranno misure anche a loro favore. Intanto il decreto Irpef dà respiro a circa a dieci milioni di lavoratori. E non è poco.

Tutti si chiedevano da dove sarebbe arrivata la copertura per questa azione. E qui il decreto diventa davvero interessante. Non si preleva dalle tasche dei “soliti noti”. Ecco la piacevole sorpresa. 1,8 miliardi arrivano dalle banche. Un miliardo arriva dal taglio delle agevolazioni agli imprenditori. Più di due miliardi dai tagli alla spesa pubblica. Non tagli alla Sanità ma tagli alla Difesa, Ridiscusso e ridimensionato il per nulla amato programma sugli F35. Tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici: massimo 240 mila euro annui (massimo 10 volte quello che guadagna un dipendente pubblico). Abolizione dell’elettività delle province. E, ancora,vendita delle auto blu e tagli alla Rai.

Insomma, non la solita fuffa. Finalmente una manovra a favore degli italiani.

Pippo Civati dice (qui) che “siamo passati dalla “mossa geniale” con cui quasi tutti hanno salutato l’idea di concertare con Berlusconi (e Verdini) la nuova legge elettorale al “pericolo mortale” di favorire Berlusconi (e Verdini) con la nuova legge elettorale. E dalla “vittoria sicura” siamo giunti ormai alla desolata ammissione di una “sconfitta certa”. Non ci voleva l’oracolo“.

Pippo lascia stare i sondaggi e le previsioni (noi del PD non le azzecchiamo mai… vedi il voto di febbraio…. smacchiamo, smacchiamo sto… ). Le regole non avvantaggiano nessuna delle parti: è il bello delle regole. Se giochi una partita (calcio, basket, rugby, ecc.) parti sempre da 0-0. Non importa se tra le regole ci metti o no quella del fuorigioco: vale per entrambe le squadre. Non importa se il fallo che impedisce una chiara occasione da gol è rosso oppure no: vale per entrambe le squadre. Quindi basta inutili lamentele sulle regole. Con queste nuove regole ci sarà un vincitore? oppure c’è il rischio pareggio (come con le regole attuali)? solo questo ci interessa. Dopodiché giochiamoci la partita senza piangerci sempre addosso.

Contributo al Documento Congresso Regionale PD Veneto – Roger De Menech

Ho letto con molto interesse  (qui)  il documento del candidato alla Segreteria regionale Roger De Menech.

A mio avviso nel progetto per il Veneto 2015 va inserita la questione della mobilità, dell’integrazione dei trasporti (su ferro, gomma, acqua) della nostra Regione.

Nella nostra Regione, che è ad elevato pendolarismo, va creata un’Autorità Regionale dei Trasporti capace di controllare e di governare i processi. Capace di creare un vero sistema integrato tra i diversi mezzi pubblici e privati di trasporto.

Capace di  gestire la domanda, che non è governata: c’è una concentrazione degli spostamenti (in treno, auto, bus, ecc) nelle prime ore del mattino che può esser fronteggiata con successo solo con soluzioni  innovative. Penso, ad esempio all’apertura degli uffici in orari differenziati. Penso, ad esempio, alle lezioni ed agli esami nelle Università del Veneto in orari successivi all’apertura degli uffici e/o precedenti alla chiusura degli stessi.

 

È necessaria quindi un’Autorità Regionale dei Trasporti che dia risposta ai temi della mobilità urbana in Veneto. Per questo motivo il tema del trasporto pendolare deve entrare nell’agenda politica regionale. 

Ha ragione Orfini

Nella vicenda delle dimissioni di Fassina da viceministro ha ragione Orfini (leggi qui). Di Renzi loro avevano detto ben peggio.

Fassina cerca con queste dimissioni di rifarsi una verginità politica ma, ormai, Fassina ha perso la credibilità accettando quel posto da viceministro: come può definirsi di sinistra e poi stare al Governo con gente come Alfano, la De Girolamo, la Lorenzin, ecc. ecc.?

Fassina altro non è che un nuovo dalemino….